Per una cultura dell’accoglienza Don Giuseppe Girelli (1886-1978) uomo, cristiano, sacerdote, missionario, profeta

Don Girelli

Di don Giuseppe Girelli resta, nel ricordo di chi lo ha conosciuto, l’immagine vera di una persona estremamente umile, semplice, distaccata, uomo di Dio, padre dei poveri.
Egli ha riconosciuto in ogni persona, anche la più emarginata, degradata, debole e indifesa un fratello.

E noi?
Restiamo a guardare?
Rileggendo il pensiero, l’opera, l’approccio culturale di don Giuseppe Girelli vi è la necessità di riflettere, di ripensare, di motivare il nostro impegno umano e cristiano.
Parole come accoglienza, condivisione, apertura totale all’altro, devono diventare un patrimonio di civiltà che don Girelli, con poche parole, e molti fatti, ci ha additato.
Occorre andare oltre, oltre le sbarre, oltre i piccoli egoismi quotidiani, oltre le barriere che creiamo ad arte per evitare di prendere posizione; oltre, per essere protagonisti di una storia nuova, così come don Giuseppe Girelli, maestro e fratello, ci ha profeticamente insegnato!

1886-1928

1886, 10 gennaio
Giuseppe Girelli nasce a Dossobuono da Gaetano e Caliari Maria che si erano sposati il 18 novembre 1868 nella parrocchia di Santa Lucia Extra. E' il settimo figlio di una famiglia "cristianissima". I fratelli sono: Elisa (1869), Luigi (1871), Cirillo (1873), Romano (1875), Lucia Albina (1877), Eugenio (senza data). Romano è quello più vicino a Giuseppe. Capo Stazione a Villafranca, si dedica ormai pensionato all'Opera di Mezzane di sotto assistendo i giovani detenuti che vengono in licenza.

1886, 17 gennaio
Viene battezzato nella Chiesa di Dossobuono dal parroco don Giacomo Pavola. Padrino è Righetti Tomaso, madrina Girelli Elisa.

1891-1896
Frequenta le Scuola Elementari a Dossobuono dove vive con la famiglia.

1896-1910
Entra in Seminario frequentando l’intero percorso formativo.

1910, 7 agosto
viene ordinato sacerdote dal Cardinale Bartolomeo Bacilieri.

1910, 15 agosto
Celebra la sua prima messa nella Chiesa della Salute a Madonna di Dossobuono per lasciare spazio, nella parrocchiale di Dossobuono, come atto di disponibilità, ad un altro confratello (ordinato sacerdote insieme a lui).

1910-1918
E' Cooperatore a Villa d'Adige. Il Parroco è Mons. Pietro Berardo.

1918-1951
E' Rettore a Rosegaferro (1918-1928) frazione di Villafranca. Entra in parrocchia accompagnato dal Vicario di Villafranca in un pomeriggio di primavera mentre le campane suonano a festa. La Chiesa è gremita pronta ad accoglierlo. La comunità è eretta in Parrocchia il 6 maggio 1928. Fa il suo ingresso quale primo Parroco il 18 novembre 1928 (1). Vi rimane fino al 1951, all'età di 65 anni.

1919-1920
Quando si infiamma la lotta tra fascisti e socialisti, e un po' in tutto il veronese si susseguono scioperi e disordini, durante una manifestazione, si pone di fronte alla Chiesa. I manifestanti vogliono coinvolgerlo e portano con loro i gagliardetti. Don Giuseppe perentorio afferma:"Questa è la casa del Signore e qui si predica solo il Vangelo e tanto basta".

1928, 26 novembre
Sul retro di un santino raffigurante il Sacro Cuore si legge di pugno di don Girelli:"Il primo e nuovo parroco di Rosegaferro don Giuseppe Girelli ricordando il cappello offerto da Cordioli Attilio in occasione della immissione in possesso fatta il 18 novembre 1928 sente il dovere di ricambiare offrendo una SS.ma Messa secondo l'intenzione dello stesso. Rosegaferro 26 novembre 1928".

1933-1959

Un sacerdote non può restare a guardare di fronte a nulla.
Neanche al carcere, neppure al più odioso delitto.
Uomo tra gli uomini, egli cerca la pecorella smarrita senza tregua!

1933
Nasce in lui l'idea di farsi missionario nelle carceri.

1934 luglio
Inzia la sua attività in missione nel carcere di Parma e la prosegue in altri luoghi di contenzione.

1951, settembre
Il nuovo Vicario generale, Mons. Pietro Albrigi, dopo la rinuncia alla parrocchia di Rosegaferro da parte di don Girelli, d'accordo con don Giuseppe Cordioli, gli affida l'assistenza religiosa della Casa di Riposo di Ronco all'Adige. Da questo momento egli si dedica completamente alla Casa San Giuseppe di Ronco all'Adige: spazio di accoglienza per gli ex carcerati. La nuova attività inizia in modo istituzionale nel 1954.

1958
Fonda la Sesta Opera.

1959, 7 giugno
Gli viene conferita la medaglia d'oro al merito di redenzione sociale dal Ministro di Grazia e Giustizia on. Guido Gonella.

Don Giuseppe Girelli vuole che i missionari delle carceri, così come lui li prevede, siano ancorati al loro essere, sacerdote e parroco. Occorre che il carcere entri nella società, nella vita dei cristiani, di chi si crede troppo perbene per occuparsene.
I mezzi della comunicazione contemporanea, quotidianamente ci parlano di esclusione, di messaggi razzisti, usando parole di vendetta e di odio.
No! No!
Ci conferma don Girelli.
Non è questa la strada!
Occorre allungare la mano, aprire il taccuino, dire una parola di conforto.
L’anima del cristiano si deve dilatare, non chiudere e ghettizzare.
Per questo don Girelli è un profeta del nostro tempo.

1970-1988

A trent’anni ormai dalla morte di don Giuseppe Girelli (1 maggio 1978) il suo messaggio resta intatto, la sua parola, semplice e convincente, deve guidare anche il nostro cammino.
1970, 15 agosto
Nel sessantesimo della prima Messa don Giuseppe Girelli, presso la parrocchiale di Dossobuono, con una celebrazione eucaristica ringrazia il Signore e quanti nella vita familiare, parrocchiale e missionaria ha avuto cooperatori: “a tutti chiede aiuto di preghiera per il grande rendiconto sempre più vicino”. Nel santino di circostanza nel recto viene riportata l’immagine di papa Paolo VI.

1977
Si ritira presso l'Ospedale del Sacro Cuore di Negrar e si offre come assistente spirituale.
1978, 1 maggio
Muore a Negrar (1) mentre si accinge a celebrare la messa.
1. Comune di Negrar, Estratto per riassunto dal Registro degli Atti di morte. Anno 1978, Parte II, Serie B, Atto n. 118: Dal Registro di Stato Civile di questo Comune risulta che il giorno primo del mese di maggio dell'anno millenovecento settantotto nella casa posta in questo Comune, Via Luigi Rizzardi al numero due è morto Girelli Giuseppe, nato a Verona il 10 gennaio 1886 (Atto N. 87, Parte I, Serie = Anno 1886). Cittadino Italiano residente in Negrar (VR) di professione sacerdote e che era celibe.

1978, 3 maggio
Nella parrocchiale di Ronco si svolgono le esequie. Viene sepolto, in un primo momento nel cimitero dell'Abbazia di Maguzzano.

1988, 29 ottobre
I resti mortali vengono traslati al cimitero di Rosegaferro.

2001, 11 giugno
Decreto Vescovile di nomina del Postulatore della Causa (Mons. Rolando Zera).

2000-2002

Il cammino di santità che ci propone don Giuseppe Girelli si radica nella quotidianità, nelle scelte concrete di ogni giorno, nella capacità di saper accogliere ogni persona. E lo fa a partire da una vita di fede e sacerdotale nutrite dalla preghiera, dalla consapevolezza che il cristiano ha l’obbligo di trasformare la società, renderla più umana. Don Girelli è santo, non perché ha fatto miracoli, ma perché è un miracolo la ferialità con cui ha vissuto il suo battesimo: sempre accogliendo, donando, condividendo. La sua è una cultura del dono portata alle estreme conseguenze: nessuno è escluso!
2001, 6 luglio
Editto Vescovile: avvio indagine Virtù Eroiche.

2001, 4 ottobre
Parere positivo dell’Episcopato Triveneto.

2001, 9 ottobre
Nomina Vescovile della Commissione Storica.

2002, 20 gennaio
Nulla Osta Congregazione Cause dei Santi.

2002, 10 aprile
Presso il Salone dei Vescovi dell’Episcopio veronese apertura ufficiale del Processo diocesano e nomina del tribunale.

2002, 26 ottobre
Vengono traslati solennemente i resti mortali dal cimitero di Rosegaferro, alla Cappella appositamente approntata nella Chiesa parrocchiale alla presenza del Vescovo di Verona mons. Flavio Roberto Carraro.

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